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Le frequenze del Benessere per una buona Salute: Facciamo chiarezza

Quando si parla delle frequenze del Benessere si sente molto spesso, anche da personaggi autorevoli, dire che bisogna alzare le proprie frequenze per stare in Salute.

Queste affermazioni sono imprecise e fuorvianti e frutto di una conoscenza parziale del funzionamento complessivo e unitario dell’essere umano.

L’essere umano è un complesso multifrequenziale e ogni sua parte palesa frequenze diverse più o meno alte o basse, a seconda della specificità operativa dell’organo o della parte in questione che si sta analizzando.

In relazione alla Teoria del Campo di Consapevolezza Unificato, la parte elettrofisiologica, cioè quella fisica, è necessario che nel suo complesso mantenga delle basse frequenze.

Al centro della Teoria vi è il ruolo fondamentale del cuore e del suo Campo Scalare e quindi si può considerare di riferimento lo stato frequenziale a riposso che esso possiede.

In condizioni di riposo, i battiti per minuto – da intendersi come pulsazioni – sono regolari e, generalmente, compresi tra 60 e 72 bpm. Le eventuali variazioni rispetto a quest’intervallo di riferimento, qualora non siano tenute sotto controllo o correlate a situazioni fisiologiche, possono causare problemi alla salute e possono indicare la presenza di una malattia sottostante.

Negli atleti che si allenano con regolarità, la frequenza riposo è mediamente di circa 50 battiti al minuto.

Fattori che influenzano i Battiti per Minuto

I battiti per minuto possono variare in base alle esigenze fisiche del corpo, inclusa la necessità di assorbire ossigeno ed espellere l’anidride carbonica. Le condizioni che possono provocare cambiamenti nei battiti per minuto includono l’esercizio fisico, il sonno, l’ansia, lo stress, la presenza di malattie ed alcune terapie farmacologiche.

Battiti per Minuto e Riposo Notturno

Durante il sonno, è considerato normale (entro certi limiti) che i battiti per minuto siano inferiori per numero, con frequenze intorno ai 40-50 bpm.

L’espansione del campo elettrofisiologico e lo stato di malessere o malattia

La tachicardia consiste nell’aumento del numero dei battiti del cuore al minuto (frequenza cardiaca) in condizioni di riposo.

È un disturbo (sintomo) abbastanza comune.

La frequenza cardiaca è controllata da segnali elettrici trasmessi attraverso il tessuto cardiaco.

Si parla di tachicardia quando la frequenza cardiaca è superiore a 100 battiti al minuto (100 Hz). Aumenta, temporaneamente, durante l’esercizio fisico, in condizioni di stress, per traumi o malattie che inducono lo stato febbrile (tachicardia sinusale), per poi tornare nella norma.
Episodi di tachicardia sono, quindi, comuni e generalmente non rappresentano motivo di allarme.

Diventa una malattia, invece, quando il cuore batte più velocemente del normale nelle camere superiori (atri) o inferiori (ventricoli), o in entrambe, a riposo e in assenza delle condizioni sopra descritte. Si verifica quando un’anomalia nel cuore produce segnali elettrici molto frequenti che causano un aumento della frequenza cardiaca (aritmia).

Esistono diversi tipi di tachicardia di natura patologica (aritmia). I più comuni sono:

  • fibrillazione atriale
  • flutter atriale
  • tachicardia parossistica sopraventricolare (TPSV)
  • tachicardia ventricolare
  • fibrillazione ventricolare

Quando il cuore batte troppo velocemente, non è in grado di pompare in maniera efficace il sangue in tutto il corpo e, conseguentemente, gli organi e i tessuti dell’organismo non ricevono più il necessario quantitativo di ossigeno. Ciò può causare la comparsa di disturbi (sintomi) come:

  • respiro corto
  • senso di svenimento
  • palpitazioni, battito cardiaco irregolare o una sensazione di fastidio al petto
  • dolore al petto
  • svenimento(sincope)

La tachicardia è causata da un’alterazione degli impulsi elettrici che controllano la normale azione di pompa del cuore. I fattori che possono causare, direttamente o indirettamente, alterazioni nel sistema elettrico del cuore sono molti e includono, tra gli altri, malattie cardiovascolari e non, stress, stili di vita non salutari, farmaci, squilibri elettrolitici, febbre.

La cura della tachicardia è mirata ad affrontare le cause che la provocano, a rallentare la frequenza cardiaca durante l’attacco, a prevenire futuri episodi e a ridurre al minimo il rischio che possano verificarsi delle complicazioni.

Se non curata, infatti, la tachicardia può compromettere il funzionamento del cuore e causare complicazioni che variano in base al tipo di attacco, alla sua durata, al numero di battiti al minuto e alla presenza di altri disturbi cardiaci. Possibili complicazioni includono:

  • formazione di coaguli di sangue(trombi) che possono causare un ictus o un infarto del miocardio
  • incapacità del cuore di pompare abbastanza sangue(insufficienza cardiaca)
  • episodi frequenti di svenimentio di perdita di coscienza
  • morte improvvisa, di solito associata solo a tachicardia ventricolare o a fibrillazione ventricolare

Il sistema elettrico del cuore

Conoscere il funzionamento del sistema elettrico del cuore aiuta a capire le cause e le complicazioni cui si può andare incontro quando la frequenza del battito cardiaco e la funzione di pompa del cuore presentano importanti alterazioni.

Il cuore ha un suo sistema elettrico interno, attraverso il quale viaggiano gli impulsi per far contrarre le sue fibre muscolari. Il segnale elettrico nasce in un gruppo di cellule denominato nodo seno-atriale localizzato nell’atrio destro, che determina la frequenza del battito cardiaco normale. Dal nodo seno atriale il segnale elettrico si propaga al resto dell’atrio destro e al vicino atrio sinistro, gli atri si contraggono e pompano il sangue nei ventricoli.

Il segnale elettrico passa dagli atri ai ventricoli attraverso il nodo atrio-ventricolare, che si trova al confine tra atri e ventricoli. Il nodo atrio-ventricolare trasmette il segnale elettrico a un fascio di cellule specializzate, chiamato fascio di His, che trasmettono il segnale lungo un ramo di sinistra per stimolare il ventricolo sinistro e lungo un ramo di destra per stimolare il ventricolo destro.
Quando l’impulso elettrico viaggia lungo questi rami, i ventricoli si contraggono e pompano il sangue: il ventricolo destro invia sangue povero di ossigeno ai polmoni dove viene ossigenato e il ventricolo sinistro invia sangue ricco di ossigeno a tutto il corpo.

Quando qualcosa altera questo complesso sistema di trasmissione degli impulsi, può accadere che il cuore batta troppo velocemente (tachicardia), troppo lentamente (bradicardia) o con un ritmo irregolare (aritmia).

Detto questo, pare evidente e chiaro che se vi è un aumento frequenziale che coinvolge la parte elettrofisiologica, come ad esempio con le emozioni, la frequenza cardiaca e poi a seguire la pressione sanguinea, la respirazione e i flussi ormonali variano e sono tutti tendenzialmente in aumento, portando malessere nella persona.

Le frequenze quindi generali del corpo umano tendono a salire, ad aumentare e più tale aumento è prolungato nel tempo e più il malessere può diventare una malattia.

La possibilità di poter Consapevolmente svolgere discipline o metodiche per riarmonizzare il campo elettrofisiologico, come la meditazione e nello specifico la TB – Tecnica Bioenergetica secondo il Metodo Summa Aurea®, che è in grado di portare velocemente lo stato delle onde cerebrali nello stato Delta riarmonizzando, rigenerando tutta la persona riportandola progressivamente ad uno stato coerente ed armonico di funzionamento.

Infatti, l’approccio Bioenergetico agisce attraverso la Consapevolezza percettiva. La percezione Consapevole dei campi elettromagnetici che si generano nel corpo umano che è guidata dalla intenzione e dalla volontà di favorire i processi di guarigione.

Il nostro organismo entra così in risonanza con le frequenze date da fuori e durante la pratica delle tecniche apprese nei Corsi di Bioenergia, il cervello si concentra sul ritmo esterno, si sintonizza poi sulla banda di frequenze che corrisponde al normale funzionamento del sistema immunitario, riducendo o togliendo lo stress al quale il nostro sistema immunitario è sottoposto, armonizzandolo.

Questo linguaggio vibrazionale attraverso il quale noi comunichiamo fornisce l’imprinting a cui si sintonizza la persona o il gruppo di persone vicino a noi durante una pratica energetica e la frequenza a cui noi siamo agganciati è quella a cui si agganceranno i presenti.

Per meglio comprendere quanto appena detto se il terapeuta “vibra” su pensieri positivi (amore, gioia, serenità, ecc.), la persona o il gruppo acquisiranno “benessere, serenità e rilassatezza”.

Di fondamentale importanza risulta quindi il campo elettromagnetico del cuore che se vibra con coerenza, forma onde elettromagnetiche ampie e regolari. Crea quindi un sistema ordinato e può far vibrare in modo coerente il campo elettromagnetico del cervello, trasmettendo così emozioni positive, ma può anche far vibrare in modo armonico e coerente i campi elettromagnetici dei vari organi del corpo, sino ai campi elettromagnetici di ogni singola cellula, formando così un sistema ordinato che trasmette salute. Tutto questo accade portando le onde cerebrali come detto nello stato Delta cioè sui 4 Herz.

In questa immagine si vede lo stato di armonia di un Operatore di TB-Tecnica Bioenergetica secondo il Metodo Summa Aurea®, a riposo

 

In questa direzione di valutazione medico scientifica delle frequenze, come sopra esposto, si muovono la quasi totalità delle apparecchiature elettromedicali di Biorisonanza o di Medicina Quantistica utilizzate a scopo terapeutico e si parla infatti di terapia a campi magnetici ELF (extremely low frequency).

La TB – Tecnica Bioenergetica secondo il Metodo Summa Aurea®, aiuta a fornire le conoscenze scientifiche su come noi funzioniamo dal punto di vista dell’Energia – Informata e di come recuperare l’uso consapevole di tali energie che ci sono proprie, per ripristinare in modo naturale il nostro benessere o per integrarle, in ambito Professionale con altre discipline o terapie per potenziarne il funzionamento e l’efficacia. (vedi l’articolo sulla Medicina Integrativa Informazionale).

 

Autore

Roberto Fabbroni
Fondatore del Metodo Summa Aurea
Presidente di A.I.O.S.A. e Dir. Scientifico I.B.I.

I NOSTRI OPERATORI DI MEDICINA INTEGRATIVA INFORMAZIONALE

Katya Ondradu

Laurea in Medicina e Chirurgia – Fisiatra – Medicina Fisica e Riabilitativa – Cagliari

Lorenzo Paride Capello

Geriatra – Omotossicologo – Olismologo – Medicina Integrativa Informazionale – Milano

Francesca Zucca

Riflessologia Plantare – Massaggio – Cagliari

Stefano Fruttidoro

Massaggiatore Sportivo – Operatore Bioenergetico – Torino

Maria Giuseppina Desogus

Laurea in Fisioterapia – Cranio Sacrale – Ginnastica posturale – Cagliari

Sandra Scamuzzi

Laurea in Medicina – Medicina Estetica – Medicina Integrativa Informazionale – Torino

Cristina Porcu

Coppettazione- Massaggiatrice – Pranoterapia – Moxibustione – Cagliari

Caterina Murgia

Metodo Feldenkrais – Arteterapeuta – TNPEE – Cagliari

Patrizia Reti

Laurea in Medicina – Agopuntrice – Medicina Integrativa Informazionale – Torino

Agnese Robustelli della Cuna

Laurea in Medicina e Chirurgia – Medicina Integrativa Informazionale – Milano

Daniela Cacciacarne

Laurea in Fisioterapia – Medicina Integrativa Informazionale – Roma

Giuliana Cittanti

Riflessologia Plantare – Formatrice Metodo Summa Aurea® – Medicina Integrativa Informazionale – Ferrara

Mariangela Puddori

Operatore Socio Sanitario – Operatore Bioenergetico – Siniscola

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